Linee guida per i sottotitoli Prime Video

Linee guida per i sottotitoli Prime Video

Ultimo aggiornamento 13-05-2026

1. Scopo e ambito

Le presenti linee guida stabiliscono gli standard di qualità e le migliori pratiche di Prime Video per la sottotitolazione in tutti i tipi di contenuti e in tutte le lingue supportate. Forniscono ai partner, tra cui fornitori di sottotitoli, traduttori e specialisti del controllo qualità, un framework unificato per garantire sottotitoli di alta qualità che preservano l’intento creativo e soddisfano le aspettative del pubblico globale.

Prime Video gestisce inoltre guide tecniche di stile e localizzazione di testi sincronizzati (Timed Text) specifiche a ogni lingua per oltre 30 territori prioritari, con convenzioni di formattazione dettagliate, regole relative all’uso delle maiuscole, specifiche di punteggiatura e requisiti tecnici personalizzati per le singole lingue. È possibile scaricare questi documenti dalla sezione Lingue, localizzazione e generi su Slate. Le presenti linee guida per i sottotitoli sintetizzano i principi universali incorporati in tutte le guide di stile specifiche a ogni lingua ed elaborano le nozioni fondamentali alla base della qualità dei sottotitoli in Prime Video. Insieme, queste risorse costituiscono un framework concettuale che aiuta i team di localizzazione a capire sia cosa richiede Prime Video sia perché tali requisiti sono importanti per creare contenuti sottotitolati che superino le barriere linguistiche e offrano esperienze di visualizzazione coinvolgenti a un pubblico globale.

Come regola generale, i team addetti alla sottotitolazione dovrebbero consultare le guide tecniche di stile e localizzazione di testi sincronizzati di Prime Video per istruzioni dettagliate sulla lingua in cui stanno eseguendo il lavoro di localizzazione, integrando i principi più ampi delineati nelle presenti linee guida per i sottotitoli.

2. Principi fondamentali di qualità

Negli ultimi decenni, la sottotitolazione è passata da una pratica puramente tecnica a una disciplina supportata da una rigorosa ricerca accademica. Studiosi come Díaz Cintas e Remael (2007), Chaume (2004), Titford (1982), Georgakopoulou (2009) e Pedersen (2011), hanno sviluppato framework completi per comprendere la qualità dei sottotitoli, mentre le industrie di broadcasting e streaming hanno stabilito standard professionali volti a riflettere sia le capacità tecnologiche che le aspettative del pubblico. Prime Video attinge a questo corpus di lavori per organizzare la qualità dei sottotitoli attraverso due dimensioni interconnesse:

la dimensione Traduzione e adattamento si concentra sulla creazione di sottotitoli in grado di trasmettere il significato in modo accurato e autentico, rispettando i vincoli inerenti al supporto. Ciò include mantenere la concisione e la fedeltà, garantire la leggibilità attraverso la riduzione e la semplificazione, preservare la coerenza terminologica, evitare traduzioni eccessivamente letterali e adattare i riferimenti culturali in modo appropriato. I sottotitolatori devono trovare il giusto equilibrio tra il rispetto per il materiale originale e la creazione di dialoghi naturali nella lingua di destinazione che il pubblico possa comprendere entro i limiti del testo visualizzato sullo schermo.

I requisiti tecnici stabiliscono standard per la presentazione dei sottotitoli che consentono ai contenuti sottotitolati di integrarsi perfettamente nell’esperienza di visualizzazione. Ciò include le specifiche di sincronizzazione e temporizzazione, i parametri della velocità di lettura, la durata dei sottotitoli, le linee guida per la gestione e il posizionamento delle righe nonché le convenzioni sulle interruzioni di riga; questi elementi tecnici assicurano che i sottotitoli risultino leggibili, accessibili e non invadenti.

Entrambe le dimensioni collaborano per garantire che i sottotitoli servano al loro scopo fondamentale: consentire agli spettatori di interagire appieno con i contenuti originariamente prodotti in un’altra lingua.

3. Traduzione e adattamento

La sottotitolazione presenta una sfida traduttiva unica: trasformare il dialogo parlato in testo scritto che gli spettatori possono leggere, elaborare e comprendere entro rigidi vincoli spaziali e temporali. A differenza di altre forme di traduzione, i sottotitolatori lavorano all’interno di un supporto in cui lo spazio sullo schermo è limitato, il tempo di lettura è fissato dal ritmo dei contenuti audiovisivi e gli spettatori devono elaborare simultaneamente informazioni visive, tracce audio e testo scritto. Questo ambiente richiede strategie di traduzione che diano priorità alla concisione e alla leggibilità, preservando l’accuratezza semantica, la coerenza narrativa e l’impatto emotivo.

Pertanto, un requisito fondamentale è attuare il processo creativo e il controllo qualità dei contenuti sottotitolati sempre insieme alla visione del video; ciò garantisce che la temporizzazione, il contesto, le informazioni visive e altri elementi prestazionali, che forniscono informazioni sulle decisioni di traduzione, vengano valutati correttamente.

3.1 Concisione e fedeltà

L’ambiente di sottotitolazione impone vincoli unici al lavoro di traduzione. Come notato da Titford, i limiti spaziali e temporali determinano fondamentalmente ogni decisione linguistica presa dai sottotitolatori. A differenza di altre forme di traduzione, i sottotitolatori devono bilanciare la necessità di precisione semantica con la realtà fisica dello spazio sullo schermo e il flusso temporale dei contenuti audiovisivi; questo vincolo non è un limite da superare, bensì una caratteristica distintiva del supporto che richiede approcci strategici alla riduzione e all’adattamento del testo.

La sfida principale del sottotitolatore consiste nel determinare quali informazioni siano essenziali da conservare e quali possono essere condensate o omesse senza compromettere la comprensione della trama o l’impatto emotivo. Ciò richiede un giudizio continuo sulla pertinenza e sul valore narrativo: capire quali elementi portano avanti la storia e quali servono invece a ulteriori scopi.

Per raggiungere questo obiettivo, i sottotitolatori fanno ricorso a diverse strategie di riduzione. La ricerca di Georgakopoulou ne identifica due tipi principali: riduzione parziale o condensazione, che si basa su una resa più concisa dell’originale, e riduzione o eliminazione totale, ottenute mediante l’omissione di parte del messaggio di partenza. Entrambi gli approcci perseguono lo stesso obiettivo, ossia assicurare che gli spettatori possano leggere ed elaborare comodamente i contenuti dei sottotitoli entro il tempo disponibile, assimilando tutte le informazioni necessarie per comprendere la trama. 

Ad esempio, il dialogo parlato in inglese utilizza spesso parole come «you know», «well», «okay» e «like», e mostra una tendenza a iniziare le frasi con «and». Quando queste parole fungono da riempitivi anziché contenuti significativi, dovrebbero essere omesse dai sottotitoli; allo stesso modo, i marcatori di esitazione come «uhm», «uh», «ehm» e «ah» dovrebbero essere evitati nella traduzione quando possibile, poiché aggiungono peso alla lettura senza apportare alcun valore semantico. Queste omissioni sono un’applicazione pratica del principio di concisione, che consiste nel rimuovere il testo che non serve alla comprensione narrativa.

3.2 Uniformità e coerenza

L’uniformità è fondamentale sia ai fini della comprensione che della coerenza. I sottotitolatori devono impiegare in maniera coerente la terminologia, i nomi dei personaggi, il vocabolario tecnico e le frasi ricorrenti in tutto il contenuto per aiutare gli spettatori a ottenere una comprensione cumulativa, piuttosto che costringerli a ricomporre diverse traduzioni dello stesso concetto.

I sottotitoli dovrebbero inoltre essere strutturati in modo da essere “semanticamente e sintatticamente autonomi”, come affermato da Díaz Cintas e Remael: ciò significa che ogni unità di sottotitoli dovrebbe avere un senso da sola, con parole intimamente connesse da logica, semantica o grammatica e raggruppate insieme ove possibile. Ciò consente agli spettatori di elaborare ogni sottotitolo come un’unità coerente durante la sua breve apparizione sullo schermo, invece di incontrare difficoltà nel comprendere informazioni frammentate su più sottotitoli.

3.3 Adattamento culturale

Studiosi come Pedersen hanno identificato i “riferimenti culturali extralinguistici” come aree particolarmente impegnative per la traduzione: questi elementi lessicali, che fanno riferimento a persone, gastronomia, costumi, luoghi e organizzazioni, sono profondamente radicati nella cultura di origine e possono essere completamente sconosciuti agli spettatori finali. I sottotitolatori devono quindi determinare se conservarli, adattarli o sostituirli in base alla loro funzione narrativa e alla probabilità che vengano riconosciuti e compresi.

La maggior parte di questi riferimenti culturali, tra cui slogan, giochi di parole, citazioni popolari ed espressioni idiomatiche, richiede una transcreazione per garantire che risposte emotive simili vengano evocate nel pubblico di destinazione. Piuttosto che tradurre letteralmente, i sottotitolatori dovrebbero adattare tali elementi in base alla loro funzione e all’impatto previsto nella lingua di partenza per ottenere la giusta risonanza nella cultura a cui si rivolgono.

Questa libertà creativa, tuttavia, comporta importanti limiti legali. I sottotitolatori non devono mai copiare le traduzioni ufficiali: tutte le citazioni dirette da poesie, libri e altre opere pubblicate devono essere tradotte o create da zero, ad eccezione delle citazioni dalla Bibbia o da altre opere non coperte da copyright. Ciò garantisce che i contenuti dei sottotitoli di Prime Video rispettino i diritti di proprietà intellettuale preservando al contempo la qualità della traduzione.

3.4 Leggibilità ed espressione naturale

Nei contenuti di fantasia come film e programmi TV, i dialoghi cercano di sembrare naturali imitando conversazioni quotidiane, nonostante vengano accuratamente realizzati dagli sceneggiatori: un fenomeno che Chaume chiama «oralità prefabbricata». I sottotitolatori devono trasformare questo discorso sceneggiato in un testo scritto che si possa leggere in modo naturale e che venga elaborato rapidamente.

Quando la leggibilità lo richiede, i sottotitolatori dovrebbero inoltre condensare, parafrasare o sostituire frasi lunghe e complesse con alternative più brevi e semplici, senza mai andare a scapito della completezza semantica. Tutti gli elementi di significato necessari devono, infatti, essere preservati, insieme al tono e al registro originali del dialogo di partenza. 

Come accennato in precedenza, la traduzione parola per parola spesso non riesce a trasmettere con precisione il significato previsto, le sfumature culturali o le espressioni idiomatiche. I sottotitolatori devono pertanto utilizzare espressioni convenzionali o standardizzate della lingua di destinazione, in particolare per idiomi e metafore, espressioni colloquiali e gergali, proverbi e modi di dire. La traduzione di battute e giochi di parole nella lingua di destinazione dovrebbe ricreare un effetto equivalente anziché spiegare gli scherzi formulati nella lingua di partenza.

3.5 Tono e registro

Il tono di voce nei sottotitoli deve riflettere l’intento e la performance della versione originale. I sottotitolatori devono analizzare attentamente la pronuncia, il contesto e le dinamiche relazionali dell’oratore per trasmettere con precisione il registro emotivo e la posizione sociale previsti nella lingua di destinazione;

ciò include la conservazione dei livelli di formalità e del registro sociale, vale a dire le distinzioni tra schemi linguistici formali, informali e intimi che segnalano dinamiche di potere, gerarchie sociali o relazioni interpersonali. Richiede anche il mantenimento dell’intensità e dell’affetto emotivi, assicurando che il grado di emozione trasmesso attraverso la scelta delle parole, la sintassi e le scelte retoriche susciti rabbia, gioia, sarcasmo o tenerezza con un impatto equivalente. Inoltre, i sottotitolatori devono catturare gli schemi linguistici e gli idioletti specifici del personaggio, tra cui stranezze linguistiche individuali, abitudini verbali, slogan o vocaboli distintivi che definiscono la voce di un personaggio e contribuiscono alla caratterizzazione dello stesso.

Quando nell’originale sono presenti dei dialetti, i sottotitolatori dovrebbero mantenerli nella traduzione ove possibile, trovando dialetti regionali o sociali equivalenti nella lingua di destinazione che trasmettano informazioni culturali e sociali simili. L’obiettivo non è la trascrizione fonetica, bensì la conservazione della funzione sociolinguistica che il dialetto svolge nella narrazione (origine geografica, classe sociale, livello di istruzione o appartenenza a un gruppo). Laddove non esistano equivalenti dialettali diretti o questi creino confusione, i sottotitolatori possono utilizzare altre strategie linguistiche, come scelte lessicali, variazioni di sintassi o cambiamenti di registro, per riprodurre approssimativamente gli indicatori sociali e culturali trasmessi dal dialetto originale.

4. Requisiti tecnici

I requisiti tecnici stabiliscono gli standard di presentazione che consentono ai contenuti sottotitolati di integrarsi perfettamente nell’esperienza di visualizzazione. Queste specifiche comprendono sincronizzazione e temporizzazione, parametri di velocità di lettura, durata, gestione delle righe e convenzioni di posizionamento.

4.1 Sincronizzazione

La temporizzazione dei sottotitoli influisce direttamente sul modo in cui gli spettatori percepiscono la qualità. Díaz Cintas e Remael sostengono che la sincronizzazione è probabilmente il fattore principale che influenza l’apprezzamento o meno degli spettatori per i contenuti sottotitolati. Quando i sottotitoli appaiono esattamente appena i personaggi iniziano a parlare e scompaiono non appena finiscono, gli spettatori possono facilmente identificare chi sta dicendo cosa. Al contrario, se i sottotitoli appaiono troppo presto o troppo tardi o rimangono sullo schermo troppo a lungo dopo la fine dei dialoghi, l’esperienza visiva può risultare fortemente compromessa. I sottotitoli devono essere sincronizzati con l’audio entro 3 fotogrammi, per rispecchiare il ritmo del contenuto e le battute degli attori. Questo processo di sincronizzazione, noto come spotting, cueing, timing o origining, può essere eseguito da traduttori o da esperti che hanno familiarità con software, tecniche e specifiche di temporizzazione. Durante lo spotting è fondamentale prestare attenzione alle pause, alle interruzioni e ad altri tratti prosodici che caratterizzano il discorso originale.

Per i dialoghi che intersecano cambiscena, si applicano convenzioni di temporizzazione specifiche con precisione del fotogramma: se il dialogo inizia entro 3 fotogrammi dal cambioscena, il time in deve essere adattato al cambioscena stesso; se il dialogo termina entro 3 fotogrammi dal cambioscena, il time out deve essere anticipato a 2 fotogrammi dal cambioscena. Se un sottotitolo appare prima e un altro sottotitolo appare dopo il cambioscena, il primo sottotitolo dovrebbe terminare 2 fotogrammi prima del cambioscena e il secondo dovrebbe iniziare al momento del cambioscena.

Le convenzioni di temporizzazione possono variare a seconda delle lingue: in giapponese, ad esempio, quando il dialogo termina entro 3 fotogrammi dal cambioscena e non ci sono sottotitoli subito dopo, il time out dovrebbe essere anticipato al cambioscena stesso anziché 2 fotogrammi prima. Come di consueto, i sottotitolatori dovrebbero consultare le guide di stile per i testi sincronizzati di Prime Video per garantire il rispetto dei requisiti di termporizzazione specifici a ogni lingua.

4.2 Velocità di lettura

Il secondo vincolo chiave che influisce sulla quantità di testo da includere in un sottotitolo è la velocità di lettura presunta del pubblico. Stabilire velocità di lettura adeguate presenta molteplici sfide perché le capacità di lettura del pubblico variano notevolmente e la comprensione dipende dalla complessità del vocabolario, dalla sintassi e dall’azione sullo schermo.

Poiché non tutte le velocità di lettura sono adatte a tutti gli spettatori, il settore ha sviluppato diversi approcci. La trasmissione televisiva si basa tradizionalmente su quella che Díaz Cintas e Remael descrivono come la “regola dei sei secondi”: due righe complete di circa 35 caratteri ciascuna (70 caratteri in totale) dovrebbero essere leggibili entro sei secondi. Questo approccio presuppone che 2 fotogrammi di contenuto audiovisivo consentano un carattere di spazio per i sottotitoli, garantendo una velocità di lettura di 12 caratteri per secondo (cps) o di circa 130 parole al minuto (wpm).

Sebbene questa formula rimanga comune nelle trasmissioni, molte piattaforme di streaming hanno adottato velocità di lettura più elevate, sostenendo che gli spettatori contemporanei sono più abituati a leggere il testo sullo schermo rispetto alle generazioni precedenti e possono quindi elaborare i sottotitoli più rapidamente. Di conseguenza, le velocità di lettura di 15 cps (160 wpm) sono diventate abbastanza standard, con alcune piattaforme che offrono velocità di lettura di 17 cps (180 wpm) o anche superiori per determinati tipi di contenuti.

Prime Video stabilisce diverse velocità di lettura standard in base al tipo di contenuto: i programmi per adulti dovrebbero mirare a un massimo di 17 caratteri al secondo, mentre i programmi per bambini a un massimo di 13 caratteri al secondo. Quando non è possibile raggiungere la velocità massima di lettura di 17 caratteri al secondo, si possono apportare alcune modifiche. Se il testo non può essere condensato e necessita di più tempo a causa dei requisiti di velocità di lettura, il time out può essere esteso fino a mezzo secondo (12 fotogrammi) dopo la fine dell’audio, a condizione che il sottotitolo non superi un cambioscena. Laddove ciò non fosse possibile, il sottotitolo deve essere condensato senza alterare o perdere il significato previsto del testo di partenza; in alternativa, i sottotitoli possono essere uniti o divisi per aumentare la velocità di lettura. Come ultima risorsa, la velocità di lettura può essere aumentata fino a 22 caratteri al secondo.

Gli standard di velocità di lettura variano notevolmente tra le lingue, riflettendo le differenze nella densità degli script, nella complessità dei caratteri e nelle abitudini di lettura del pubblico: ad esempio, il giapponese utilizza 4 cps nei programmi per adulti e bambini, mentre le lingue indiane utilizzano 22 cps per gli adulti e 18 cps per i bambini. Anche in questo caso, è essenziale fare sempre riferimento alle guide di stile di Prime Video specifiche a ogni lingua per i requisiti di velocità di lettura applicabili a ciascuna lingua. 

4.3 Durata

La durata dei sottotitoli influisce direttamente sulla leggibilità e sul comfort dello spettatore. Sebbene il tempo di permanenza dei sottotitoli sullo schermo dipenda in ultima analisi dalla velocità con cui vengono trasmessi i dialoghi, stabilire limiti di durata minima e massima garantisce una qualità di visualizzazione costante.

Per evitare che i sottotitoli scompaiano troppo velocemente e garantire agli spettatori il tempo sufficiente per leggere i contenuti, la durata minima dovrebbe essere di circa cinque sesti di secondo per sottotitolo: ciò si traduce in 20 fotogrammi per contenuti a 24 fps, 21 fotogrammi a 25 fps e 25 fotogrammi a 30 fps. D’altra parte, i sottotitoli non dovrebbero rimanere sullo schermo più a lungo del necessario, altrimenti c’è il rischio che gli spettatori inizino a rileggere il testo. Per evitare che ciò accada, la durata massima dovrebbe essere di 7 secondi per sottotitolo; pertanto, quando si sincronizzano contenuti, i periodi superiori a 7 secondi devono essere suddivisi in unità più piccole.

Tra sottotitoli continui, va mantenuto uno spazio minimo di 2 fotogrammi: questo breve intervallo assicura che gli spettatori possano distinguere tra unità di sottotitoli separate e impedisce la percezione di un testo che appare e scompare troppo rapidamente.

Nei dialoghi frenetici in cui più oratori si interrompono a vicenda senza interruzioni, i sottotitoli in giapponese consentono una durata inferiore al minimo standard, senza tuttavia mai essere inferiore a 10 fotogrammi per evitare che il testo passi troppo rapidamente. Quando non è possibile soddisfare questo requisito, i linguisti devono dare la priorità ai dialoghi da sottotitolare, poiché i sottotitoli in giapponese non supportano due oratori.

4.4 Gestione e posizionamento delle righe

Il principio di autonomia semantica e sintattica discusso in precedenza si traduce in requisiti tecnici specifici per la presentazione dei sottotitoli. Sia la divisione del dialogo tra più sottotitoli che le interruzioni di riga all’interno dei singoli sottotitoli dovrebbero idealmente corrispondere a un’interruzione logica e grammaticale nel dialogo stesso. Ciò significa che le parole strettamente connesse tramite logica, semantica o grammatica dovrebbero essere raggruppate insieme, evitando divisioni che separano gli articoli dai sostantivi, gli aggettivi dalle parole che modificano o i verbi dai loro soggetti; questo aiuta gli spettatori a elaborare i sottotitoli in modo coerente ed evita che le informazioni vengano frammentate in più sottotitoli.

I sottotitoli dovrebbero inoltre essere limitati a un massimo di 2 righe per evento, con non più di 42 caratteri per riga, e dovrebbero essere sempre mantenuti su una sola riga a meno che non sia necessaria un’interruzione per motivi di chiarimento o di stile.

In termini di posizionamento, i sottotitoli devono essere giustificati al centro e posizionati nella parte inferiore dello schermo. Se per un terzo dello schermo, nella parte inferiore, è presente del testo (ad esempio crediti o narrazioni forzate) i sottotitoli vanno spostati in alto. Nei casi in cui è impossibile evitare la sovrapposizione del testo sullo schermo, si dovrebbe optare per la soluzione che causa il minor disturbo allo spettatore. Quando non è possibile impedire la sovrapposizione sia sul testo sullo schermo che sul volto dell’oratore, è preferibile evitare di coprire il testo sullo schermo.

Le convenzioni sulla gestione delle righe variano in base alla lingua: a ciò si aggiungono regole specifiche per la divisione delle righe, i nomi composti, gli articoli, gli aggettivi e i rapporti di lunghezza delle righe preferiti. Ad esempio, il giapponese utilizza 13 caratteri per riga per i sottotitoli orizzontali e 11 caratteri per riga per i sottotitoli verticali, mentre il tailandese impiega 37 caratteri per riga. Per maggiori dettagli, i sottotitolatori devono fare riferimento alle guide di stile di Prime Video specifiche a ogni lingua.

5. Contenuti specializzati

Mentre le sezioni Traduzione e adattamento e Requisiti tecnici stabiliscono i principi fondamentali che si applicano a tutti i lavori di sottotitolaggio, alcuni contenuti specializzati presentano sfide uniche che richiedono una gestione particolare, attingendo a entrambe le dimensioni. Questa sezione fornisce linee guida per la gestione di tali elementi specifici per garantire che gli standard di qualità siano mantenuti in modo coerente in tutti i lavori di sottotitolaggio.

5.1 Titoli

Quando il titolo principale di una serie TV o di un film appare sullo schermo, i requisiti per i sottotitoli dipendono dal fatto che il contenuto sia una nuova uscita o un titolo di catalogo. Per le nuove uscite, il titolo principale non deve essere sottotitolato se non diversamente indicato, mentre

per i titoli di catalogo o di archivio, i requisiti per i sottotitoli variano a seconda della lingua. Nel caso in cui è richiesta la sottotitolazione, il titolo principale va omesso se la versione originale corrisponde completamente alla traduzione approvata fornita da Prime Video per la lingua di destinazione. Quando si traduce il titolo principale da zero, è necessario conservare tutte le versioni localizzate della proprietà intellettuale (IP) esistente. Ulteriori specifiche sulla procedura di localizzazione sono determinate dalla strategia della campagna. Poiché gli approcci alla traduzione dei titoli principali variano considerevolmente tra le lingue, è essenziale consultare sempre le guide di stile sui testi sincronizzati di Prime Video per istruzioni specifiche a ogni lingua.

Quando i titoli delle stagioni appaiono sullo schermo, questi devono essere tradotti e sottotitolati solo se includono una numerazione (ad esempio, “Stagione 3") o sono diversi dal titolo principale della serie. I titoli degli episodi devono essere sempre tradotti e sottotitolati quando vengono visualizzati sullo schermo e possono essere localizzati direttamente senza restrizioni, facendo tuttavia attenzione a mantenere sempre la coerenza tra i metadati e il contenuto dei sottotitoli.

5.2 Narrativa forzata e testo sullo schermo

È importante tradurre i sottotitoli per tutto il testo sullo schermo pertinente alla trama, incluso il testo narrativo (che fa parte della lavorazione) e il testo incorporato in post-produzione (burned-in). Se la telecamera mette intenzionalmente a fuoco un determinato elemento, ciò indica che è pertinente alla trama e dovrebbe essere accompagnato da un sottotitolo narrativo. D’altra parte, se la narrazione forzata è identica al testo sullo schermo, coperta dai dialoghi o presente ripetutamente in tutto il contenuto, questa può essere omessa per evitare ridondanze. Se il testo sullo schermo e la sua traduzione differiscono solo negli accenti (ad esempio, “Berlin” e “Berlín”), il linguista può decidere se includere i sottotitoli o considerarli ridondanti in base al fatto che la differenza di accento sia sufficientemente significativa da giustificare il sottotitolo.

Per quanto riguarda il posizionamento, le narrazioni forzate vanno poste in modo tale da non coprire il testo sullo schermo in lingua originale o il volto di chi parla. Se entrambi sono inevitabili, è preferibile evitare di coprire il testo sullo schermo. 

Laddove le narrazioni forzate per il testo sullo schermo interrompano il dialogo, si applicano convenzioni di formattazione specifiche per preservare la continuità e la leggibilità. Il trattamento standard consiste nell’utilizzare i puntini di sospensione alla fine dei sottotitoli precedenti e all’inizio dei successivi per indicare l’interruzione; questa strategia aiuta gli spettatori a capire che il dialogo continua dopo la comparsa della narrazione forzata. Inoltre, le narrazioni forzate non dovrebbero mai essere combinate con dialoghi sottotitolati nello stesso evento: devono sempre apparire separatamente per garantire chiarezza e leggibilità.

L’utilizzo dei puntini di sospensione quando la narrazione forzata interrompe il dialogo varia a seconda della lingua: ad esempio, il ceco non impiega i puntini di sospensione in questo contesto e il giapponese utilizza il posizionamento verticale con temporizzazione asincrona anziché i puntini per evitare di interrompere i sottotitoli dei dialoghi. I sottotitolatori devono fare riferimento alle guide di stile di Prime Video specifiche a ogni lingua per maggiori dettagli.

5.3 Nomi

La gestione dei nomi propri varia notevolmente a seconda della lingua: alcune lingue traslitterano i nomi propri nell’alfabeto della lingua nativa, mentre altre conservano l’ortografia originale, compresi i segni diacritici e gli accenti.

Quando è necessario localizzare i nomi propri per motivi creativi, i traduttori devono assicurarsi che tutte le risorse dei sottotitoli siano coerenti con l’audio doppiato delle lingue corrispondenti, se applicabile. I soprannomi devono essere tradotti solo se trasmettono un significato specifico o se sono noti e hanno equivalenti riconosciuti nella lingua di destinazione. Per i nomi dei personaggi storici o mitici, i sottotitolatori devono sempre ricorrere a traduzioni affermate o note.

Per i nomi dei marchi, deve essere utilizzata la versione localizzata ufficiale; se non disponibile, il nome del marchio deve essere lasciato in inglese o traslitterato nelle lingue applicabili. Tuttavia, se un marchio non risulta familiare nel territorio di destinazione, il prodotto deve essere descritto utilizzando un termine generico anziché il nome del marchio stesso per garantire che gli spettatori ne comprendano il significato. Infine, i marchi fittizi dovrebbero essere tradotti o traslitterati a seconda dell’intento creativo.

5.4 Dialogo in un’altra lingua straniera

Per qualsiasi dialogo parlato in una lingua diversa dall’audio originale, è necessario fornire la traduzione se il contenuto è destinato a essere compreso dal pubblico. In questi casi, il dialogo in lingua straniera sarà in genere sottotitolato anche nella versione originale. 

Le parole, le espressioni o le frasi straniere devono essere tradotte o traslitterate se non esiste una traduzione ufficiale. Verificare sempre l’ortografia e la grammatica; le parole straniere devono essere in corsivo a meno che non siano diventate parte del normale uso nella lingua di destinazione.

5.5 Linguaggio volgare

Il linguaggio volgare e i tabù richiedono un’attenta gestione dei sottotitoli. Díaz Cintas e Remael osservano che è particolarmente delicato migrare un linguaggio carico di emozioni dalla forma orale a quella scritta, poiché si ritiene che il suo impatto sia più forte da scritto piuttosto che da verbalizzato. Nonostante questa percezione, i sottotitolatori devono comunicare l’intensità equivalente appropriata alla cultura di destinazione e trasmettere l’essenza del contenuto originale senza censura o attenuazione, a meno che l’audio stesso non sia disattivato o “bippato”. I livelli di tolleranza per il linguaggio volgare variano notevolmente tra le culture, quindi i sottotitolatori dovrebbero prestare attenzione alla cultura in cui si stanno localizzando e fornire un’esperienza visiva paragonabile all’originale. A seconda della cultura, può essere opportuno modificare le volgarità o la terminologia considerata potenzialmente provocatoria in una particolare regione.

Qualora l’audio venga censurato o “bippato”, la gestione dei sottotitoli varia in base alla lingua, con metodi che includono la rappresentazione di imprecazioni censurate tramite asterischi, ellissi o caratteri speciali. Ad esempio, il finlandese e lo spagnolo scrivono la prima lettera seguita da asterischi; il tailandese sostituisce ogni lettera con asterischi, l’italiano lascia la prima e l’ultima lettera aggiungendo asterischi intermedi, mentre il giapponese impiega caratteri speciali. Per maggiori dettagli consultare le guide di stile di Prime Video specifiche a ogni lingua.

5.6 Brani musicali e canzoni

Tutte le canzoni e i brani musicali richiedono l’autorizzazione dei diritti di diffusione prima della traduzione. I fornitori di contenuti o i licenzianti sono responsabili dell’ottenimento di tale autorizzazione prima della localizzazione e della condivisione con le parti interessate. Nel caso dei sottotitoli, le canzoni devono essere tradotte solo se ritenute pertinenti alla trama, ma senza limitarsi all’attinenza con la stessa: il testo deve infatti trasmettere informazioni assolutamente necessarie per la comprensione della trama da parte dello spettatore. 

Le sigle di apertura e chiusura dovrebbero essere sottotitolate solo se chiaramente pertinenti alla trama, ad esempio nei contenuti per bambini in cui i testi raccontano una storia, mentre in genere, non devono essere sottotitolate nei contenuti destinati a un pubblico adulto, ad eccezione dei sottotitoli per persone sorde e con difficoltà uditive (SDH). Se una canzone attinente alla trama contiene testi alterati o parodiati per ottenere effetti comici, questi dovrebbero essere localizzati per trasmettere lo stesso effetto nella lingua di destinazione. 

Per il sottotitolaggio dei testi delle canzoni si applicano convenzioni di formattazione specifiche per garantire coerenza e leggibilità: i testi devono essere in corsivo per distinguerli dai dialoghi regolari; i titoli delle canzoni devono essere racchiusi tra virgolette, mentre i titoli degli album devono essere in corsivo. L’uso delle maiuscole e della punteggiatura per i testi dovrebbe seguire le norme standard, con una lettera maiuscola all’inizio di ogni riga del testo. Alla fine delle righe del testo devono essere utilizzati solo punti interrogativi, punti esclamativi o ellissi; all’interno delle righe è possibile aggiungere delle virgole se necessario.

I requisiti di formattazione per i testi delle canzoni variano notevolmente in base alla lingua: ad esempio, molte lingue romanze racchiudono i testi con i simboli delle note musicali all’inizio e alla fine di ogni sottotitolo, separati dal testo da uno spazio; il giapponese non utilizza segni di punteggiatura per le canzoni e racchiude i titoli delle canzoni tra virgolette arricciate a doppio byte. Le lingue cinesi non scrivono in corsivo i testi e racchiudono sia i titoli delle canzoni che i titoli degli album tra virgolette basse (guillemets). L’arabo racchiude i testi delle canzoni, i titoli delle canzoni e i titoli degli album tra doppie virgolette dritte (o inglesi). Lo svedese, infine, scrive in corsivo sia i testi che i titoli delle canzoni. Ogni lingua ha convenzioni specifiche per gli stili delle virgolette, le regole per l’uso delle maiuscole e l’uso della punteggiatura. Come sempre, i sottotitolatori devono consultare le guide di stile di Prime Video specifiche a ogni lingua per garantire la conformità ai requisiti pertinenti.

5.7 Crediti del traduttore

I crediti relativi al traduttore dovrebbero essere inclusi, se disponibili, alla fine dei sottotitoli, con una durata di circa 2-3 secondi, e utilizzando il formato specifico della lingua per questo tipo di contenuto. Se più di un traduttore ha lavorato sullo stesso contenuto, è possibile includere entrambi i nomi. Eventualmente possono essere aggiunti anche i crediti aziendali e del supervisore creativo, ma questi non dovrebbero mai sostituire i crediti del traduttore. Nel caso dei sottotitoli SDH, si dovrebbero omettere i crediti per le attività che comportano solo la trascrizione dell’audio originale o doppiato.

6. Conclusione

Queste linee guida rappresentano l’impegno di Prime Video a garantire una sottotitolazione eccellente in tutte le dimensioni del flusso di lavoro di localizzazione. Stabilendo un framework unificato basato sia sulla ricerca accademica che sulle migliori pratiche del settore, mettono a disposizione dei partner le basi concettuali necessarie per fornire sottotitoli che rispettino l’intento creativo e si rivolgano a un pubblico globale diversificato.

L’integrazione di principi universali con specifiche tecniche proprie di ogni lingua riflette anche la duplice natura del lavoro di sottotitolazione: una disciplina che richiede sia giudizio creativo che precisione tecnica. Man mano che affrontano i vari vincoli inerenti al supporto (trovare il giusto equilibro tra riduzione e completezza semantica, adattare i riferimenti culturali, preservare la coerenza narrativa, rispettare i requisiti tecnici e garantire al contempo la leggibilità), i sottotitolatori dovrebbero ricorrere a queste linee guida per creare un’esperienza visiva naturale e non invadente. 

Se da un lato il panorama della localizzazione continua a evolversi, dall’altro questi principi guideranno il nostro costante impegno per il raggiungimento della qualità e l’innovazione, assicurando che ogni produzione sottotitolata onori visione creativa dell’originale e rendendo i contenuti accessibili oltre le barriere linguistiche e culturali.

7. Riferimenti

Chaume, F. (2004). Cine y traducción. Madrid: Cátedra.
Díaz Cintas, J. e Remael, A. (2007). Audiovisual Translation: Subtitling. Manchester: St Jerome.
Georgakopoulou, P. (2009). «Subtitling for the DVD industry», in Jorge Díaz Cintas e Gunilla Anderman (a cura di) Audiovisual Translation: Language Transfer on Screen. Basingstoke: Palgrave Macmillan, 21-35.
Pedersen, J. (2011). Subtitling Norms for Television: An Exploration Focussing on Extralinguistic Cultural References. Amsterdam e Philadelphia: John Benjamins.
Titford, C. (1982). «Subtitling-Constrained Translation». Lebende Sprachen 27 (3): 113-116.

Hai ancora bisogno di aiuto?

Contattaci


Errore interno del server. Riprova tra qualche istante.
La tua sessione è scaduta

Accedi per continuare

Accedi
edit